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Desideria Mini



“Pro Choice, Pro Science”

Io parlo al Consiglio Generale ALC, Roma, 12 giugno 2018 Fine vita: Io parlo al telefono a Radio Radicale al gazebo, piazza Cesare Beccaria a Firenze, 21 aprile 2018


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I diritti delle generazioni future

Oltre al problema dell'eugenetica, un'altra obiezione che spesso viene posta ai possibili utilizzi clinici della modificazione della linea germinale umana è un presupposto "diritto delle generazioni future a ricevere un genoma non manipolato". Questo diritto ipotetico non mi convince. In primo luogo l'utilizzo del termine manipolato, che ha un'accezione negativa, mette subito in cattiva luce le modificazioni genetiche ancor prima di vagliarle adeguatamente. In secondo luogo ritengo che  le generazioni future, semmai, abbiano prima di tutto il diritto a non ricevere (o a ricevere il meno possibile) mutazioni genetiche (naturali o artificiali) che causino problemi problemi di salute e che dunque costringano le persone a ricorrere a terapie mediche. Per tale motivo sono invece convinta che, data la presenza nel pool genetico umano di mutazioni dannose, le generazioni future abbiano diritto a ricevere un genoma modificato bene. Per modificato bene intendo  nel senso di un genoma sia "liberato" il più possibile dalle mutazioni dannose che non danneggiato involontariamente da interventi di correzione genetica impiegati prima di essere dimostrati adeguatamente sicuri. Ritengo dunque che, se si vuole essere giusti e responsabili verso le generazioni future, occorra riconoscere e far affermare il "diritto delle generazioni future a un ricevere un genoma modificato bene".